Ore 10:15 - Il campo è già pieno di gente, tra giudici, avvocati, testimoni e curiosi. Qui in Val Badia quasi nessuno ha resitito ad assistere al processo contro il Pavaruk.
Ore 11:05 - Dopo l'ennesima morte (stavolta un bracciante e suo figlio) la comunità locale ha chiesto di condannare la creatura che infesta i loro campi e per evitare disordini il prefetto ha acconsentito. Udienza all'aria aperta ovviamente: il Pavaruk si manifesta solo nei terreni coltivati, a mezzogiorno (ora maledetta, quanto e più della mezzanotte). Demoni meridiani, li chiamano.
Ore 11:27 - La folla è ormai ovunque, ognuno con una storia a riguardo: racconti fatti di persone squartate dalla falce del demone, sbranate dalle sue fauci canine piene di zanne di ferro, avvelenate dai serpenti che sempre lo accompagnano. Persone rimaste al lavoro nell'ora del Pavaruk. Impensabile che la produzione si fermi. L'accusa confabula col proprietario del pastificio locale. La difesa prende appunti e convoca testimoni. Davanti a una telecamera una donna piange e mostra la foto di un bambino.
Ore 11:49 - Quasi ci siamo. Una dozzina di poliziotti sta schierata con bastoni e cappi davanti agli spaventapasseri che il Pavaruk usa per manifestarsi. La giuria si è accomodata. Giornalisti ovunque. I curiosi sono ormai centinaia. Non ci si riesce nemmeno più a muovere. Mezzogiorno si avvicina. Qualcosa non va...
Ore 11:54 - La luce del sole cambia... sembra... sbagliata. Nel carnaio che è diventato il campo comincia a serpeggiare una sensazione sgradevole. Qualcuno sussurra che non è stata poi una grande idea. Paura. Pavor. Pavarò. Pavaruk. Qualcuno davanti cerca di indietreggiare e allontanarsi dagli spaventapasseri, ma la ressa è troppa e dietro molti spingono per avanzare.
Ore 11:57 - Poliziotti e giurati sempre più nervosi. In mezzo alla folla cominciano a volare spintoni. Qualcuno urla. Bestemmie. Poi, silenzio. Una brezza fredda si alza, soffia verso lo spaventapasseri più a sinistra, come se ne fosse risucchiata. Dal buio degli stracci si avverte un suono, come un sibilo, o un ringhio. Forse. Qualcuno dice che magari è il vento.
Mi giro e cerco di scappare. La calca è troppa.
Spingo, urlo, bestemmio.
Ore 11:59 - ...




7 Responses to "Il giro del mondo in 80 mostri/ 12: il Pavaruk":
bellissimo, anzi deppiù...quindi uno al mese?
grazie! speravo uno a settimana... sennò è il 2050 e ancora sto al 20...
Mi genufletto.
hehe, figata! Se poi consideri che in Val Badia ci ho passato un'estate da bambino arghhh!!!!
Me la sono vista brutta!
Ue, Lucca è prossima, dobbiamo assolutamente beccarci per una cena, un pranzo o una merenda!
mi mandi la tua email?
così ci si organizza
p.s. però nessuno spiega come ci si regola con l'ora legale, in Val Badia...
ti amo. carnalmente.
me lo scriverai sulla mia copia di Gizmo ;-)
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